Utilizzo del Pensiero Critico

 

Utilizzare la ragione come guida del vivere, praticando il pensiero critico, implica la fatica di pensare. Parlare di fatica di pensare,a prima vista,può apparire ridicolo; Il pensiero è il tratto distintivo dell'essere umano : pertanto alcuni, stupiti, potrebbero chiedersi in che cosa consiste tale fatica. Ma c'è chi afferma che occorre distinguere fra il "poter" pensare e il "saper" pensare. E prosegue dicendo  che pensare di saper pensare solo perché si può pensare è un errore esiziale,che rischia di portare la ragione ad incamminarsi su itinerari scivolosi e ricchi di insidie;facendo giungere chi li percorre,più o meno in buona fede,a conclusioni erronee : quindi ad atteggiamenti e comportamenti , qualitativamente, conseguenti . Chi fa tali affermazioni  aggiunge che il "saper pensare" si identifica col "pensiero critico": strumento il cui utilizzo consente di perseguire la libertà della mente, ispirandosi unicamente all'amore per la verità, tenacemente ricercata.

Gli specialisti così indicano le  peculiari caratteristiche del "pensiero critico":

  • si snoda secondo i principi fondamentali della logica,

  • punta anzitutto a chiarire la terminologia adottata nel ragionare,per evitare un uso non condiviso dei termini che genererebbe incomprensione

  • verifica attentamente la verità delle premesse dalle quali procedono le deduzioni concettuali,

  • diffida dei pregiudizi,

  • verifica la qualità delle fonti di informazione,

  • tiene conto delle ipotesi contrapposte,

  • verifica la coerenza della logica induttiva delle affermazioni scientifiche.

  • cerca di tener conto della interdisciplinarietà richiamata dai fenomeni che sta esaminando

  • preferisce il dubbio costruttivo alle affrettate affermazioni categoriche, basate su labili ipotesi

  • mette in discussione le idee già date per scontate, cercando il perché e il che cosa dietro alle cose

  • è consapevole dei propri limiti

  • si arricchisce attraverso il confronto con l'altrui pensiero.

A ben guardare le caratteristiche di questo tipo di pensiero mettono in luce quale virtù base del pensatore l'umiltà: sentiero della saggezza, porta aperta sull'orizzonte della sapienza.

Il noto psichiatra Vittorino Andreoli, nella sua recente pubblicazione "l'uomo di superficie" (Rizzoli) così si esprime "l'uomo di oggi galleggia su una società liquida, scivola sulla propria pelle, non ha più anima, e rischia di morire: di bellezza, di stupidità, di potere, di denaro; eppure non è questo l'uomo e non è questo il mondo. La gioia si cala nel mistero che portiamo nascosto dentro".

Il pensiero critico sembra essere il più idoneo per realizzare l'auspicio formulato dal Presidente del Pontificio Istituto per la Cultura,il cardinale Gianfranco Ravasi, che applica alla società contemporanea il giudizio espresso dal moralista francese del 1600, Francois de La Rochefoucauld: "ci siamo talmente abituati alle piccole cose da essere ormai tutti incapaci delle grandi"

Ravasi prosegue dicendo che " la società contemporanea si è ormai fermata ad un orizzonte basso; la stessa scuola cerca sempre i livelli minimi di efficienza, la stessa ricerca ormai è affidata a cose marginali; ecco per questo motivo è indispensabile scuotere questa sorta di palude, che è anche rappresentata dalla stessa vita politica,dalla stessa vita  sociale, e introdurre attraverso la testimonianza religiosa ma anche la testimonianza dei laici che sono convinti della necessità di un'umanità diversa: questo andare oltre  e cercare altro". A nostro avviso  il pensiero critico  coincide con la libertà di pensiero. Volendo esemplificare, scendendo nel concreto, potremmo dire che la militanza in un partito politico, l'adesione a un credo religioso, lo stesso personale percorso di formazione culturale, se non si sviluppano nell'ambito della libertà di pensiero, del dubbio costruttivo, della continua ricerca della verità, finiscono per diventare dei "sofà" sui quali la mente si adagia nel quieto vivere della routinarietà: nutrita di "valori" in cui si crede di credere, perché non sono finestre sull'infinito ma solide mura di un castello in cui l'avventura della vita si consuma nella penombra della mediocrità, al tenue chiarore di una coscienza rischiarata dall'obbedienza a verità di comodo....per non dire di peggio.  Per restare sul piano della politica, dove si ravvisa l'impellente necessità di una nuova frontiera, il pensiero critico, collegialmente esercitato da giovani e anziani, rappresenta il metodo più idoneo per rivisitare la realtà sociale cui apparteniamo, individuando attraverso il dialogo, i sentieri del rinnovamento e lo spazio aperto al proprio personale contributo. Sul piano religioso il pensiero critico può aiutare a riscoprire un'autentica spiritualità, ancorata alla verità più che al potere falsamente rivestito di sacro. In ambito culturale il pensiero critico può essere il volano di un processo di rivitalizzazione del tessuto culturale personale e della società, riscoprendo le proprie autentiche radici, approfondendo gli aspetti evolutivi in atto, delineando progetti di rinnovamento condivisi, scaturiti dal confronto aperto fra diverse visioni della vita e dei suoi problemi,nel rispetto del mistero dell'individualità. In ultima analisi si può dire che il pensiero critico richiama da un lato l'onestà intellettuale, dall'altro la vigilanza autocritica. costantemente impegnate nella ricerca del perché dei nostri atteggiamenti e comportamenti: quindi la consapevolezza di sé, del proprio modo di pensare e di agire, accompagnata dalla disponibilità ad ascoltare e capire gli altri. Certo il prezzo di questa "avventura" può essere la solitudine, ma la remunerazione è il pensare con la propria testa; cui si può accompagnare il piacere di offrire, umilmente, ai compagni di avventura il frutto della propria fatica di pensare, arricchendosi al tempo stesso dei frutti di quella altrui, in un tessuto relazionale nutrito di rispetto per la persona umana,di consapevolezza dei propri limiti e della propria identità.

Poiché spesso ci dichiariamo sconcertati di fronte a certi comportamenti dell'uomo moderno,vale la pena di chiederci, anzitutto, quale è la dinamica del comportamento umano. Proviamo a tracciare uno schema semplice, senza alcuna pretesa scientifica:

all'origine si possono collocare

  • il patrimonio genetico

  • le esperienze

  • l'ambiente

ne consegue

  • una filosofia di vita ( cioè un certo tipo di atteggiamento di fronte alla realtà)

che si esprime in un comportamento

  •  inteso come risposta agli stimoli provenienti dal contesto in cui viene vissuta l'esperienza

  •  condizionato però, a sua volta, nel contempo:

                   - da fattori endogeni propri del soggetto

                   - da fattori esogeni propri dell'ambiente

  • che si riflettono

                         - sulla qualità di vita del soggetto, e

                         - sulla qualità di vita di quanti risentono del suo comportamento

                           

La rilevanza del comportamento è altresì correlata al ruolo ricoperto dal soggetto che lo esprime,conseguentemente configurando,in determinate circostanze, il grado della sua:

  •  - responsabilità o

  •  - corresponsabilità

Tentiamo di tracciare un grafico, artigianale,  per evidenziare il filo rosso che lega i  concetti espressi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

​La vita è una continuità di esperienze, che un soggetto vive sotto l'influsso di fattori endogeni ed esogeni,i quali tendono ad influenzarne il comportamento L'esercizio integrale del libero arbitrio coincide con la piena capacità di intendere e di volere. La consapevolezza qualifica l'esercizio del libero arbitrio per quanto riguarda la capacità di intendere il significato e le conseguenze del proprio comportamento La volontarietà qualifica l'esercizio del libero arbitrio per quanto riguarda la capacità di autodeterminarsi  liberamente in vista di uno scopo. Consapevolezza e volontarietà possono essere influenzate da fattori endogeni ed esogeni,con conseguente condizionamento dell'esercizio del libero arbitrio. L'utilizzo  del pensiero critico favorisce l'esercizio del libero arbitrio. L'ampiezza espressiva del libero arbitrio richiama il concetto di responsabilità. Il grado di responsabilità può essere considerato sotto l'aspetto morale o giuridico: nel primo caso si rapporta alla legge morale,nel secondo fa riferimento alla legge che regola la vita sociale. In entrambi i casi  esistono persone delegate a giudicare la responsabilità connessa al comportamento trasgressivo,tenendo conto della personalità del trasgressore e del contesto in cui si è verificato il comportamento trasgressivo. Quando il comportamento in esame sembra caratterizzarsi per alcuni aspetti  patologici,viene chiamato in causa uno "specialista" col compito di individuare il grado di incontrollabilità dei fattori endogeni ed esogeni che abbiano eventualmente influenzato il comportamento,connotandone,in tutto o in parte, la trasgressività.

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